Intolleranze alimentari - Nutrizionista Torino
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INTOLLERANZE ALIMENTARI

I fenomeni di intolleranza alimentare sono dovuti principalmente a una specie di fenomeno di accumulo, come se si trattasse di un avvelenamento progressivo, e sono quindi differenti da quelli tipici delle allergie alimentari in cui la risposta patologica si evidenzia nel giro di pochi minuti dall’ingestione dell’alimento responsabile.

La reazione di intolleranza viene facilmente trascurata perché somiglia, per certi aspetti, ad un lento avvelenamento.

In pratica l’organismo riconosce il “nemico”, lo “tiene d’occhio” cercando di limitare i danni, e “scoppia” solo se l’introduzione dell’alimento prosegue fino a oltrepassare le possibilità di controllo dell’individuo.

Le intolleranze alimentari possono causare una serie di sintomi, talvolta diversi, ma legati a una causa infiammatoria immunologica.

I sintomi più comuni:

  • Sistema nervoso centrale: mal di testa, emicranie, sonnolenza, stanchezza, difficoltà di concentrazione, ansia, insonnia.
  • Apparato gastrointestinale: diarrea, crampi, coliche, dolori addominali, gonfiore, nausea, colite, infiammazioni intestinali croniche ecc.
  • Apparato respiratorio: muco, difficoltà di respirazione, tosse, asma, sinusite, rinite.
  • Pelle: prurito, psoriasi, acne, orticaria ecc.
  • Sistema circolatorio: infiammazioni venose, palpitazioni, aritmie.
  • Articolazioni e muscoli: spasmi, crampi muscolari, artrite, fibromialgia ecc.
  • Apparato genito-urinario: candida, infiammazioni vaginali, minzioni frequenti e dolorose.

 

Presso lo Studio Polispecialistico (MM STUDIO ) a Torino può essere effettuato, su richiesta, il test per le intolleranze alimentari.

Il Test che viene eseguito è il LEUCO-CITOTEST.

Verrà effettuato attraverso un prelievo di sangue che permetterà di valutare, in laboratorio, l’interazione tra i leucociti e i singoli estratti alimentari delle sostanze da testare.

Saranno verificate, in vitro, l’azione citotossica o vacuolizzante nei confronti dei leucociti del paziente, venendo valutate in modo particolare le modificazioni strutturali citoplasmatiche a carico dei granulociti polimorfonucleati neutrofili. Tali modificazioni vengono poi classificate in una scala da 1 a 4, sulla base della gravità della reazione nei confronti dell’alimento testato.

La dieta consisterà nell’eliminazione degli alimenti risultati positivi nel test, per un periodo di tempo ben determinato, per essere successivamente reintrodotti in modo controllato dietro indicazione dello specialista.